lunedì 24 settembre 2012

Don't judge the book by its cover!

Ehilà amici de L'ammazzacaffè!

Come va?
Io sono un attimo in fase stress/noncelafaròmai tipica di chi si trova a meno di un mese dalla tesi con ancora una dozzina di pagine da disegnare inchiostrare impaginare stampare e consegnare.
Ma non c'è male, per il resto!
Ciò a cui sto lavorando ve lo presentai mesi e mesi fa.
E' una storia a fumetti un pò ibrida e anche un pò stronza, in cui la narrativa e il fumetto si baciano con la lingua.
Il titolo è Comanda Barabba, ve lo presentai nel post che intitolai A bocce ferme.
Watch out!

Ma la vera ragione di questo post non è narrarvi il mio making of anche se è fico con la C.
Di quello ve ne parlerò più avanti, belli. Quando la storia sarà di una forma precisa e non di un intrigante astrattismo qual'è a pochi giorni dalla data che tanto mia nonna farà singhiozzar ve la racconterò meglio!

Intanto eccoci qui sempre a narrare di Enrico Mattei. Ma perché?
Ma perché nel frattempo è uscito nelle librerieeee!
Dio che gaudio che gioia, che emozione vedere il libro esposto. Davvero, mi ha fatto venire lo scrimlizzo alla schiena. C'è una Feltrinelli vicino alla fermata dell'autobus che negli anni del liceo e di Accademia mi portava nelle desolate lande della mia amata bassa.
Beh, ci passavo tanti minuti in quella libreria, leggendo un pò a ufo (dai che lo hai fatto anche tu), un pò sfogliando distrattamente, un pò acquistando fumettini e libercoli.
Insomma un botto di tempo.
E vedere nel reparto fumetti la facciona del mio Mattei, là, su sfondo giallo che si stagliava per bellezza e splendore rispetto alla mediocrità dei partners di reparto (un certo Pratt, uno, coso, là, Pazienza. E lui là, coi baffi, Magnus. Che mediocri, dio mio).
L'argomento di oggi è difatti la copertina del Mattei cortesiano e niccoliniano!
Tu dirai: "Echissenefrega!"
Infatti, ma a chi gli frega?
Mah, andiamo avanti.

Tutto inizia mesi mesi fa, all'altezza di gennaio 2012.
Dovevo ancora iniziare a disegnare il fumetto.
L'editore, nella figura del bravo Guido Ostanel, mi chiede una versione base della cover per i 'dossier' sulle future uscite da inviare alle librerie, per tastare il loro interesse nei confronti di un volume piuttosto che di un altro.
Il fatto è che il tempo a disposizione era calcolabile in un pomeriggio.
E in un pomeriggio mi misi a disegnare e a photoshoppare un qualcosa di molto frettoloso e indefinibile.
Tutto sommato non mi dispiaceva.
Come tutte le cose che faccio, nei primi minuti di contemplazione.
Passato quel breve ma magico lasso di tempo ecco i demone del machemmerdahofattofaccioschifovogliofarelusciere eccetera. Le mani sudavano.
"Ecco ai librai farà cacare, con la C, e non vorranno Mattei, lo so lo so."
Quello che i librai videro fu questo.





Beh,  a voi l'ardua sentenza.
Devo dire che Enrico Mattei non ha quella che si definisce una faccia facile. Cioè, una faccia riconoscibile che disegnandola non rischi di caricaturizzarla o instupidirla.
Ha una faccia che si muove, occhiettini svegli, un naso indefinibile e un'espressione di chi ti sta spiegando una cosa per lui ovvia.
Quando parla sembra che non veda l'ora di dire la cosa successiva.
E ho fatto diverse prove e prove.
Poi però mi sono accorto che la cosa migliore era fare come i registi.
Scegliere un attore.
Non ho mai amato troppo i fumetti con protagonista un personaggio famoso disegnato in maniera fotografica.
Si capisce che è preso spesso da foto, che non è naturale.
Ho quindi inventato il mio Mattei, con il suo personal naso e  i suoi occhietti scavati ma vivi. I tratti somatici più importanti erano quelli di Enrico Mattei, ma l'ho adattato alla mia mano, ad un personaggio inventato da Francesco prima, e da me poi.

Sulla copertina ci torno solamente a fumetto terminato.
I ragazzi di BG mi suggeirrono un bel primo piano, uno sguardo assorto ma attento, sul pezzo, non so come dire. Uno sfondo tipo quello della prova di copertina, che richiamasse il petrolio e un richiamo al docile animaletto a sei zampe dell'ENI.
Inizio a disegnare.


Ecco i vari passaggi della costruzione della mia copertina di Enrico Mattei.




Prove per il secondo piano.


Lo sfondo.


Il Mattei 'finale' dopo schizzi vari che vi risparmio per ragioni di spazio e tempo!





Un tentativo di pompa di benzina, piuttosto fallimentare direi.
Ora le diverse prove della cover, fino al risultato finale.
Devo dire un GRAZIE grande così a Federico Mazzoleni, un BD brother che mi ha aiutato, con la sua esperienza grafica nella lavorazione della cover. E non poco.
Grazie, de core.
E devo ringraziare Elena per la pazienza dimostrata, cercando di dormire mentre io e il buon Fede cercavamo la paletta di colori adeguata..!
Ecco a voi la sequenza.




















Ed ecco il risultato finale.
Devo essere sincero, io ne sono soddisfatto.
I colori mi richiamano un'atmosfera anni '50/'60. Mattei è concentrato al punto giusto, e che si parla anche di petrolio è abbastanza intuibile.
Una copertina tutto sommato semplice, in sintonia con la politica beccogialliana e con i miei gusti.
La copertina è sempre un bel biglietto da visita. Deve catturarti l'occhio, farti prendere in mano il libro in libreria e fartelo sfogliare.
io non so se questo compito verrà realizzato a pieno dal mio Mattei.
Però vederlo lì, sullo scaffale di quella Feltrinelli vicina alla fermata del mio autobus, una bella sensazione positiva me l'ha data.
Io l'ho preso in mano, l'ho sfogliato.
Ora tocca a voi.

Alla prossima!











5 commenti:

  1. Sicurezza, sicurezza...per favore! C'è il solito esaltato, il fan, come? Si, si, portatelo pure fuori.
    Mamma mia, sto qui...pure dottore, oh.

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